Making of Italy 2050: Immigrazione, sci-fi, replicanti ed effetti speciali

Il dietro le quinte del primo cortometraggio sci-fi prodotto da APZmedia


Il genere sci-fi mi ha sempre affascinato. L’idea di creare nuovi mondi, diversi dalla nostra realtà, è sempre stata una delle principali motivazioni del mio interesse per il cinema. Per la maggior parte delle persone, sci-fi non è altro che effetti speciali e magia. Ma c’è stato un momento, per molti chiamato “l’età d’oro” della fantascienza, in cui si è vista la vera essenza di questo genere: *la decontestualizzazione, per rendere l’invisibile, visibile *.

Immigrazione: Una storia difficile da raccontare, che sentiamo nostra

Per alcuni anni abbiamo lavorato su un documentario, dal titolo “Origini”, un progetto piuttosto ambizioso sulle migrazioni del contemporaneo, che sin dalla sua fase di ricerca si è rivelato molto complesso. E ‘stata questa complessità che ci ha portato a ritardare la produzione del documentario. Se lo avessimo fatto, volevamo farlo bene.

Ma la situazione rispetto i migranti è peggiorata molto rapidamente, e quando abbiamo saputo del concorso indetto da Zooppa un concorso con Il Festival del Cinema di Africa, Asia e America Latina , FCAAAL, e Lenovo abbiamo sentito la necessità girare un breve film che ci permettesse di parlare di immigrazione. Un corto che raccontasse la storia di molti.

Abbiamo deciso di produrre una storia sci-fi, minimale e allo stesso tempo d’impatto, ambientata in un futuro non così lontano.

Avevamo una sola settimana per girare ed editare il corto, abbiamo così dovuto scendere a compromessi rispetto la storia pensata, e semplificare al massimo.

La Storia: Sci-fi vuol dire cambiare il punto di vista

La crisi dei migranti in Europa è presente nella nostra vita di tutti i giorni, tanto da rendere difficile per tutti un’analisi obiettiva e una consapevolezza della sua gravità. Ed è per questo che abbiamo pensato al genere sci-fi. Volevamo decontestualizzare il tema e cercare di proiettare il corso degli eventi nel peggiore degli esiti possibili.

Abbiamo deciso di produrre un corto sci-fi, per decontestualizzare l’attuale crisi dei migranti, provando ad osservarla da una nuova prospettiva.

Abbiamo immaginato un’Italia post bellica del 2050, nella quale una giovane donna riceve un messaggio dal padre, deceduto durante la Terza Guerra Mondiale.

L’Altro: I replicanti oggi


Personalmente sono sempre stato molto influenzato ed affascinato da Ridley Scott, fin da quando ero giovanissimo. La sua opera sci-fi racchiude molti successi, a mio parere nessuno al livello di Blade Runner. La sua capacità di trasmettere emozioni umane complesse, con tanta eleganza, si è rivelata l’ispirazione perfetta per il nostro corto.


Un cortometraggio che cela molti riferimenti al film di Ridley Scott, che non andremo a svelare, ma il principale richiamo è il significato simbolico della figura del replicante. La paura dello sconosciuto, questi esseri che si comportano, agiscono e sentono come gli esseri umani, e l’incapacità delle società e dei governi di entrare in empatia con coloro che sono percepiti come diversi. Questo, per noi, il messaggio da trasmettere.

VFX: un lavoro di squadra tra Trieste e Buenos Aires

Per la parte di VFX abbiamo potuto contare sul generoso supporto tecnico del nostro partner Owl Studio, che ci ha aiutato con le scene dell’automobile che si guida da sola. Abbiamo voluto far intravedere un futuro tecnologico, ma ancora familiare, un mix di vecchio e nuovo, che ci immaginiamo in uno scenario post-bellico.


Abbiamo lavorato a distanza con lo studio di Buenos Aires diretto da Esteban Ponce, inviando loro i dati fotogrammetrici del nostro garage. Dati che hanno permesso di ricostruire lo spazio 3D e posizionare l’automobile digitale al suo interno, ma soprattutto di proiettare la luce dei fari sulla pavimentazione.


La tecnologia fa inoltre da ponte tra passato, presente e futuro. Una rivisitazione di un messaggio in una bottiglia. Una lettera all’interno di una lettera.

Tre differenti tecnologie collaborano alla resa di un unico messaggio sopravvivere. Gli ologrammi sono ispirati ad altrettanti film di Scott, primo tra tutti Prometheus. Un consistente lavoro di layer ha permesso di ricreare un template di un display 3D, fatto combaciare con le riprese reali prima della correzione colore finale.

Il progetto del suono: La ricerca di tracce audio dei media del passato

Il suono si è rivelato elemento determinante per sottolineare, in modo sottile, l’aspetto circolare della storia, con le sue numerose guerre e le ripetute crisi dovute alle migrazioni.
Abbiamo svolto una ricerca di tracce audio tratte dalle dichiarazioni dei media nella storia passata, in parte di dominio pubblico o creative commons. Un vecchio audio tratto da un notiziario degli anni ’40 ci ha colpito particolarmente ed è stato la nostra scelta: raccontava gli sforzi del governo argentino per ricevere gli europei in fuga dalla guerra.

La correzione colore: Le sfumature di Blade Runner

Volevamo rispettare la palette di colori di Blade Runner, ed è per questo che abbiamo destinato particolare attenzione e molto tempo alla correzione colore finale, per avvicinare il più possibile le nostre riprese in raw, alle immagini di riferimento tratte dal capolavoro di Scott.
Abbiamo utilizzato DaVinci Resolve per il grading, con un risultato finale che ci ha portato grande soddisfazione.

I festival

Il corto è stato eletto tra i 3 vincitori del premio Italy 2050 durante il Festival del Cinema di Africa, Asia e America Latina, al quale siamo estremamente grati per questa opportunità.
Inoltre, ha vinto il premio della RAI Cinema nel Ortigia Film Festival, e ha fatto parte della selezione ufficiale del Film One Fest di New Jersey e il Trieste Science+Fiction , città che l’ha visto nascere.

Durante la cerimonia di premiazione svoltasi a Milano il 9 aprile, è stato premiato anche Yoseph Baraki, giovane regista emergente di origini afgane, con il suo film “Mina walking”. Durante il suo discorso di ringraziamento ci hanno colpito le sue poche parole: “Non facciamo film per vincere premi. Ma per raccontare storie”.
Ed è stato propria questa necessità che ci ha portato a sviluppare questo progetto. Vogliamo raccontare questa storia perchè ognuno di noi no se ne dimentichi.

Se ti senti parte di questo messaggio, aiutaci a diffonderlo condividendo il nostro corto. Noi ci abbiamo messo impegno e passione, ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per far arrivare il messaggio lontano.


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