Realtà aumentata, realtà virtuale, video 360

Realtà aumentata, Realtà virtuale e co. Un’introduzione a queste tecnologie, la loro applicazione nel Visual Storytelling


Cover image by By ESO/S. Brunier Cascading Milky Way, CC BY 4.0

It’s a brave new world out there! Il rapido sviluppo della tecnologia mobile sta portando un sacco di innovazione nel mondo dei media. I feeds – flussi – stanno iniziando ad esere affollati da nuovi tipi di contenuti che vengono consumati in modo decisamente diverso rispetto ai media classici. La differenza è così grande che potremmo definirci sull’orlo della nascita di un nuovo tipo di narrazione. Come nei primi anni del XX secolo, quando è stato scoperto il cinema ed il suo potenziale come narrazione.
Ma ci sono in gioco anche molte nuove sfide, per quanto riguarda sia il profilo tecnico, che narrativo. Problemi non facili da risolvere spesso per un “videomaker classico”.
E perchè allora restare indietro in questo mondo nuovo?
Ho deciso di dare il mio apporto. In questo articolo partirò dalle basi, utilizzando un linguaggio semplice.

Potremmo essere sull’orlo della nascita di un nuovo tipo di narrazione.

Aspetta… perchè?

Sia il 3D stereoscopico che la Realtà Virtuale sono relativamente ormai vecchie tecnologie. E allora perché non li abbiamo visti molto prima? Per capire il motivo per cui questo cambiamento sta accadendo ora, dobbiamo entrare un pò nel tecnico.
Secondo la mia modesta opinione, stiamo vedendo questa tecnologia solo ora per i seguenti motivi :

Questi i principali aspetti tecnici che ci hanno portato alla situzione attuale. Vediamo ora come queste tecnologie, relativamente vecchie, si siano mutate in nuove opportunità. Iniziamo dalla più vecchia, fino alla più recente.

Video 3D (Immagini stereoscopiche)

Il nome è piuttosto auto esplicativo: i video che danno un senso di profondità. Quello che fanno è chiaro. Ma come funzionano? Ecco dove la parola “stereoscopica” fa la sua comparsa.
In sostanza, noi esseri umani vediamo i video grazie al fatto che abbiamo due occhi. Ogni occhio osserva la realtà da una posizione leggermente diversa (la distanza tra gli occhi). Questo spostamento di prospettiva dà al cervello informazioni sufficienti per interpretare la posizione relativa degli oggetti, ciò che è in primo piano e ciò che è sullo sfondo. I video in 3D fanno uso di questa conoscenza, la creazione di immagini avviene infatti esattamente allo stesso modo: con due telecamere, viene creato un twin set di immagini, trasferendo informazioni a ciascun occhio.

Ciò che cambia per lo più tra le immagini 3D, tecnicamente parlando, è il modo in cui vengono visualizzate le immagini. Possiamo individuare 3 categorie:

Occhiali polarizzati



Entrambe le immagini vengono visualizzate sullo stesso schermo, e la “distribuzione” di ciascuna immagine avviene sugli occhiali. In questa categoria ci sono i buoni, vecchi, occhiali da geek blu/rossi, che tutti conosciamo. In questo caso ogni immagine viene tinta di un colore, la lente colorata materializza in questo modo una delle due immagini, invisibile all’altro occhio. Le più recenti tecnologie eseguono questa distinzione in modo diverso, alternando le immagini più velocemente di quello che il nostro occhio può percepire, e gli occhiali letteralmente oscurano prima un occhio e poi l’altro alla stessa frequenza; come quando l’oculista ci fa leggere le lettera, con la differenza che ogni volta che si chiude un occhio, l’immagine cambia, circa 60 volte al secondo

Schermi polarizzati

Questa tecnologia funziona con lo stesso principio degli occhiali, ma in questo caso la divisione avviene direttamente sullo schermo. Ricordate quei righelli che cambiavano immagine in base all’inclinazione? Beh, il polarizzatore è proprio così. Su questi tipi di schermi c’è uno strato supplementare, che devia la luce da un occhio all’altro, rendendo una delle due immagini visibili all’occhio sinistro e l’altra al destro.

Visori VR

Questa è la tecnologia più immediata in termini di semplicità. In questo caso, ogni occhio osserva uno schermo o una metà dello stesso schermo. Il fatto che il visore sia attaccato al viso dell’utilizzatore, apre un’ulteriore approfondimento, che tratteremo al punto successivo di questo articolo.

Video 360 e Realtà Virtuale

Qui le cose iniziano a farsi interessanti. I video 360 video consentono all’utente di stabilire il proprio punto di vista rispetto all’immagine osservata. Questo è reso possibile dall’utilizzo di un insieme di telecamere, che filmano in sei (o più) direzioni contemporaneamente, coprendo l’intero campo visivo. Le immagini vengono poi unite e “avvolte” con un processo chiamato “proiezione”, che crea un unico video 2D, proprio come un comune video, ma con un aspetto piuttosto particolare.



A questo punto un software integrato nel lettore video “scarta” nuovamente l’immagine, la ritaglia in base alle dimensioni dello schermo e alla posizione desiderata. In un video 360 puoi fare un “pan” attorno a tutto il punto di vista, ma la posizione è fissato nel punto in cui si trovava la telecamera, quando il video è stato realizzato.
La realtà virtuale si basa sullo stesso principio, ma invece di essere riprese direttamente dalla realtà, le immagini sono generate dal computer, consentendo di interagire con lo spazio osservato, non solo attraverso il panning, ma anche spostandosi nella scena virtuale.
In entrambi i casi, l’uso di sensori e di interfacce consentono all’utente di navigare all’interno della scena.Nel caso dei visori VR, il movimento è naturale, infatti un sensore trasmette le informazioni del movimento della testa al processore, che crea un “set virtuale di occhi “che imitano il nostro movimento, facendoci sentire all’interno della scena.

Realtà aumentata

La realtà aumentata è l’ultima arrivata nel mondo dei media, e probabilmente la più affascinante. In essa, lo spazio reale è parzialmente o totalmente analizzato e “percepito” dai nostri dispositivi, permettendo loro di inserire nuove immagini e informazioni “aggiungendole” alla scena reale. Tecnicamente, una macchina fotografica o un insieme di telecamere “legge” l’ambiente reale, e attraverso complessi algoritmi che analizzano l’immagine, riproduce una scena 3D rispetto la posizione della telecamera. Quindi un motore di render posiziona alcuni elementi all’interno dell scena 3D, sovrapponendoli all’mmagine registrata. Voilà! Realtà aumentata


Mescolare bene!

La parte più affascinante di queste tecnologie è che possono essere combinate. I video 360 possono infatti essere stereoscopici, diventando video 360 in 3D. Il livello di immersione in questi video è inquietante. Quando si combinano la tecnologia stereoscopica con la realtà virtuale, si ottiene il più alto livello di immersione possibile.

Navigando una scena 3D, si percepiscono gli oggetti e lo spazio come nella vita reale.


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