Guida alla media strategy: Il primo incontro. 7 domande indispensabili.

Il primo incontro è il più importante e sicuramente il momento più critico di un progetto di storytelling. 7 consigli per iniziare ad abbozzare un progetto editoriale audiovisivo.


Nota bene: Questa è una serie di articoli per confrontarci sulla media strategy dal punto di vista creativo e pratico, sviluppando la relazione tra storytelling, content strategy e transmedia.
Per chi ha bisogno di una media strategy ma non sa da dove partire. Strumenti base per creare un brief creativo, e riuscire a creare contenuto che sia tanto coinvolgente come strategico.
Non parleremo di numeri, di piattaforme, di distribuzione, di tecnicismi, per questo potete consultare gli innumerevoli blog online che parlano di digital marketing. Buona lettura!



Il primo incontro è il più importante e sicuramente il momento più critico di un progetto di visual storytelling.
Come in tutte le storie d’amore di sucesso, saranno i primi istanti del primo incontro quelli che ci ricorderemo come più faticosi e imbarazzanti, ma che probabilmente ci daranno le più grandi soddisfazioni ed emozioni.

La maggior difficoltà di un primo incontro tra committente e fornitore, in questo caso un visual storyteller, è bilanciare il necessario tempo dato per conoscersi con ciò che chiamerò l’handshake (il momento del briefing).
In questo articolo cercherò di individuare una serie di domande che sono indispensabili per ottenere un briefing completo ed esaustivo per iniziare al meglio un lavoro.


L’ostacolo iniziale, per entrambe le parti, è “la maledizione della conoscenza”, la tendenza naturale a dare per scontati dei dati che per noi sono abituali, ma per gli altri non tanto.

1. Time won’t wait for you

Come diceva Jay Kay, il tempo non aspetterà per te. Se hai bisogno di un piano editoriale o un progetto di comunicazione (contenga o no elementi di visual storytelling) in due o tre mesi, sei già in ritardo.
Si potrà fare sicuramente, ma sarà un grande sforzo, un grande stress e indifferentemente dalla bravura del team, non sarà mai il miglior lavoro, che invece si sarebbe potuto fare. In altre parole, per ogni euro che investi renderanno 60 cent.

L’intelligenza è anticipazione, diceva il saggio. Quindi appena hai l’idea di fare un video ad esempio, coinvolgi lo storyteller, il prima possibile.

2. Chi siamo?

Generalmente questa è la domanda che qualsiasi committente considera scontata e banale, ed è normale. Non esiste attività possibile senza una consapevolezza di sè stessì.
La differenza è che generalmente questa risposta è formulata per un piano di comunicazione tecnico; il visual storytelling dal punto di vista creativo tratta di comunicazione a un altro livello. Lo storytelling è trasmettere cultura ed emozioni, indifferentemente dall’emittente del messaggio.

Lo storytelling è trasmettere cultura ed emozioni, indifferentemente dall’emittente del messaggio.

Le domande da riproporre a un comittente che richiede un progetto di storytelling, piuttosto del solito “chi siamo?“quindi sono:

Queste risposte aiuteranno noi storytellers a trovare una nuova prospettiva per raccontare la storia, quello che in giornalismo si chiama “l’angolo” della storia.

3. Trasparenza

A volte i committenti si trovano in una prima fase di lavoro, in cui la riservatezza dei dati aziendali è un valore importante. A volte invece il comittente è già consolidato, ma sta preparando un cambio importante, che non deve e non vuole anticipare.
Sebbene queste situazioni siano comprensibili, il comittente non deve mai confondere lo storyteller con il target.
Nascondere o dosificare informazioni allo storyteller non potrà che generare confusione, ma soprattutto aumenterà i costi in termini di risorse umane, tempo, morale e denaro.

Quanto più lo storyteller conosce di un progetto, più facile sarà trovare l’angolo giusto per la storia; più coinvolto si sentirà e più velocemente arriverà ad una proposta vincente.

Provate a far rispondere al committente a queste domande:

Non tutti gli storyteller possono capire i tecnicismi pubblicitari, ma tutti ringrazieranno se verrà detto loro perché sono là.

to be continued…

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