Guida alla media strategy: Il primo incontro. 7 domande indispensabili. (seconda parte)

Il primo incontro è il più importante e sicuramente il momento più critico di un progetto di storytelling. 7 consigli per iniziare ad abbozzare un progetto editoriale audiovisivo.


Nota bene: Questa è una serie di articoli per confrontarci sulla media strategy dal punto di vista creativo e pratico, sviluppando la relazione tra storytelling, content strategy e transmedia.
Per chi ha bisogno di una media strategy ma non sa da dove partire. Strumenti base per creare un brief creativo, e riuscire a creare contenuto che sia tanto coinvolgente come strategico.
Non parleremo di numeri, di piattaforme, di distribuzione, di tecnicismi, per questo potete consultare gli innumerevoli blog online che parlano di digital marketing. Buona lettura!



Nel primo articolo di questa rassegna avevamo iniziato ad individuare una serie di domande che sono indispensabili per ottenere un briefing completo ed esaustivo per iniziare al meglio un lavoro con un nuovo cliente.
Continuiamo…

4. Do not push, pull!

La pubblicità classica ha perso tantissima forza. E’ letteralmente dappertutto, e quindi il tempo che l’audience investe nel percepirla ha un valore, che deve essere ripagato in qualche modo.
La non-compensazione dell’audience viene penalizzata con la sua indifferenza. La compensazione viene premiata con l’interazione e la condivisione dei contenuti.

Per questo, la content strategy, alla base dello storytelling, deve essere solida ed orientata a generare discussioni con la community di riferimento. Non è necessario parlare dei prodotti, se non della soluzione, dell’argomento o del problema che risolvono.

Il mondo della comunicazione è cambiato con l’arrivo di internet. La relazione tra chi emette un messaggio e chi lo riceve è diventata una strada a due corsie.

5.La linea di comando

Quante persone hanno potere decisionale sul progetto che stiamo per iniziare a sviluppare? Quale la gerarchia dell’organizzazione? Quali i tempi di lavoro della comunicazione interna all’azienda?

La politica aziendale può a volte rallentare o addirittura cospirare contro il progetto. È indispensabile determinare una singola persona di riferimento per le comunicazioni e dei ruoli chiari per ogni singolo membro.


L’email inoltre sta diventando il nemico numero 1 della produttività. Stabilire un canale CONDIVISO e partecipativo in cui si possa minimizzare l’uso dell’email non solo è più comodo e chiaro, è anche un’evoluzione naturale della comunicazione attuale.

Rimanere indietro è equivalente a continuare a redigere memorandum con la macchina da scrivere.

6.Il diavolo è nei dettagli

A volte siamo tanto coinvolti nel proprio lavoro che diamo per scontati alcuni dettagli che, per qualcuno che non fa il nostro mestiere, non sono invece così banali.
E’ sorprendente quanti aspetti rilevanti della creazione di contenuto dipendano da certi dettagli che ci sembrano scontati o poco rilevanti.

Comunicare i dettagli è un aspetto importante del primo incontro. E’ necessario fare un pò di fatica per mettersi nei panni dell’altro.

7.Put it on paper

Finalmente, la cosa più importante. Riuscire a mettere per iscritto tutto ciò che abbiamo detto e ci è stato detto durante il primo incontro. Un follow up in cui possiamo riassumere a grandi linee gli obietivi della storia che dobbiamo raccontare e il contenuto.
L’ obiettivo è uscire dal meeting con un brief, che ci servirà come base per creare un accordo.

Mai lasciare le parole al vento…

Ma parleremo di questo nel prossimo articolo…
Hai anche tu qualche consiglio per il primo incontro? Condividilo con noi e cercheremo di migliorare questo articolo!


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