Prologo: Cos'è la cultura digitale?

In questa sezione di Smartwork, partiamo dalle basi: La cultura digitale. Cos’è e perchè è importante.
Graham Bell, “petaloso” e il linguaggio del contemporaneo.


All’inizio di marzo, in Friuli Venezia Giulia, è stato presentato alla cittadinanza TILT, il nuovo progetto della città di Trieste per i giovani e l’imprenditorialità.
L’intervento di Carlo Purassanta, amministratore delegato di Microsoft Italia, ha scatenato in me una rapida riflessione, in particolar modo la sua provocazione:
bq. “In Italia non c’è il livello di cultura digitale per l’innovazione”
Una frase potente. Della quale pochi riescono ad interpretarne, secondo me, il vero significato.

Parole di moda: Innovazione e “petaloso”

L’innovazione è la capacità di inventare ciò che ad altri non è venuto in mente. Ed è qui che la cultura digitale entra in gioco. La cultura digitale è un linguaggio, è lo “slang”, che ci permette di accelerare le nostre idee. Di creare nuove associazioni.

La cultura digitale è un linguaggio, è lo “slang”, che ci permette di accelerare le nostre idee.

Digitalizzare non è altro che sentirsi a proprio agio nell’utilizzare metodi e linguaggio con i quali le cose vengono fatte in tutto il mondo.
Non “parlare” questo linguaggio non fa altro che rallentare e a volte bloccare lo sviluppo delle nostre idee e della nostra creatività. Il non essere compresi e il non comprendere genera un’enorme frustrazione, e alimenta la nostra sensazione di impossibilità. Se non conosci un linguaggio, non puoi creare nuove parole.

Petaloso è esempio recente e concreto. E’ innovazione. E’ il risultato dell’utilizzo di due elementi già esistenti, combinate in modo innovativo. Quando il suo utilizzo è diffuso, l’innovazione raggiunge il suo obiettivo. Petaloso è l’esempio perfetto perchè non basta il progetto, la funzionalità o la bellezza per l’innovazione. Serve innanzitutto l’adozione dell’idea, l’utilizzo diffuso. Ottimo esempio, ma non è l’unico.

Graham Bell e le idee che non risuonano

Su Netflix c’è un meraviglioso documentario chiamato Slingshot, che racconta la storia di Alexander Graham Bell, la sua invenzione, e la nascita di AT&T.

L’innovazione di Bell è stata la rielaborazione di una rete esistente (la telegrafica di Western Union) per un nuovo utilizzo, quello della trasmissione di voci anzichè di codici.
Si può dare per scontato che la sua idea sia stata immediatamente accolta e lodata,e invece la storia è andata diversamente. Non essendoci al tempo la cultura necessaria per interpretare l’applicazione di questa innovazione, l’invenzione è stata snobbata inizialmente da Western Union.

L’Italia si trova in questo stesso paradosso. Ha competenze e talenti enormi, ma la maggioranza non ha la cultura digitale, e quindi non riesce ad interpretare il valore dell’innovazione anche quando è davanti agli occhi.
E’ facile trovare colpevoli. C’è chi può dare la colpa al privato, e chi la può dare al pubblico. Ma la realtà va molto oltre. L’investimento pubblico e privato non bastano. La risposta è innanzitutto personale. Ci lasciamo trascinare da quel senso di frustrazione, o ci attiviamo per la nostra propria indipendenza? L’ignoranza non è mai la risposta.

Purassanta ha riproposto infine una provocazione, quando gli hanno chiesto: “E tu cosa fai per la cultura digitale?”.

“E tu cosa fai per la cultura digitale?”

Nel nostro caso particolare, la crescita del progetto APZmedia è stata decisamente resa possibile grazie alla cultura digitale.
Nel mio caso particolare la cultura digitale mi ha permesso e mi permette ogni giorno di collaborare internazionalmente, con realtà lontane e diverse, e di rimanere in contatto con i miei cari.
Ed è la mancanza di cultura digitale il principale freno, che non ci permette di portare ai clienti soluzioni innovative. Perchè semplicemente sono difficili da interpretare. Abbiamo telefoni, ma tante volte ci chiedono telegrafi.

Così sono fiero di rispondere alla domanda di Purassanta, e di dire che noi stiamo facendo qualcosa per la cultura digitale. Queste pubblicazioni cercheranno di dare supporto ai nostri clienti ma innanzitutto a tutti coloro che non vogliono lasciarsi trascinare dalla disperazione.

Quelli che non vogliono più utilizzare il telegrafo.
Quelli che hanno capacità e voglia di parlare il linguaggio del contemporaneo.


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